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apertura di gioco apertoCome abbiamo già avuto modo di dirvi nella pagina delle Nozioni di base, è in genere preferibile che lo studio delle aperture sia preceduto dall'acquisizione dei principali concetti legati ai finali, agli elementi tattici e a quelli strategici; e questo non per una maggiore difficoltà dell'apertura rispetto agli altri momenti della partita, quanto per il fatto che senza un minimo di conoscenza tattica e strategica del gioco studiare un'apertura significherebbe solo imparare a memoria una sequenza di mosse, col risultato che i nostri sforzi andrebbero a vuoto alla prima continuazione 'fuori teoria' dell'avversario (il che, specie tra i giocatori di fascia medio-bassa, è quel che quasi sempre succede già dopo pochissime mosse).
Di aperture ne esistono tantissime (il Codice ECO ne classifica 500), che si differenziano per il tipo di struttura pedonale e di sistemazione dei pezzi, e portano a partite più tattiche, più manovrate, ecc.

apertura di gioco chiusoSeguendo la classificazione proposta tra gli altri dall'ex Campione del Mondo Anatoly Karpov nella sua fortunata serie delle "Partite in azione", divideremo le aperture analizzate in quattro grandi categorie:
- di gioco aperto, che partono con le spinte simmetriche 1. e4 e5;
- di gioco semiaperto, in cui il Nero risponde a 1.e4 con mosse diverse da 1. …e5;
- di gioco chiuso, che partono con con le spinte simmetriche 1. d4 d5;
- di gioco semichiuso, in cui il Nero risponde a 1.d4 con mosse diverse da 1. …d5
Le aperture che iniziano con mosse diverse da 1. e4 o 1. d4, ad esempio le diffuse 1. Cf3 o 1. c4, rientrano in questa suddivisione in quanto portano a strutture analoghe.
L'aspetto principale da tener presente quando si decide di adottare un'apertura è il tipo di gioco a cui essa porta: le partite di gioco aperto, ad esempio, sono in generale caratterizzate da veloci attacchi e contrattacchi di tipo tattico, mentre quelle di gioco chiuso prevedono diverse manovre di sistemazione delle truppe. Semplificando molto, potremmo dire che le partite di gioco aperto sono più tattiche e quelle di gioco chiuso più strategiche (anche se ovviamente i due aspetti si intersecano sempre), per cui il giocatore che vuole buttarsi subito nella mischia sarà portato in generale a scegliere 1. e4 mentre quello più 'riflessivo' opterà per 1. d4.
Indipendentemente dallo sviluppo a cui portano, tutte le aperture per essere 'corrette' devono seguire alcuni criteri generali:

- i pedoni devono occupare o quanto meno controllare il centro, aprendo le linee per lo sviluppo dei pezzi senza che questi ultimi vengano intralciati;
- i pezzi minori devono essere sviluppati (cioè portati in gioco) in modo da agire verso il centro evitando di lasciarli in posizioni facilmente attaccabili;
- bisogna evitare la perdita di tempi ovvero non si deve muovere più volte lo stesso pezzo in apertura: a scacchi il vantaggio di tempo è un fattore analogo a quello di materiale, ed è su questo aspetto che si basano i gambetti;
- il Re va posto quanto prima al sicuro mediante l'arrocco;
- i pezzi pesanti vanno sviluppati solo dopo quelli leggeri: la loro casa di sviluppo ottimale è quella che controlla le colonne aperte o semiaperte, o che prevedibilmente si apriranno (una colonna aperta è quella priva di pedoni; una colonna semiaperta è quella in cui ci sono pedoni di un solo colore).

Ovviamente quelli appena esposti non sono dogmi rigidi, ed esistono rispettabilissime aperture in cui molti di essi vengono 'violati': basti citare l'esempio della difesa Scandinava, in cui dopo 1. e4 d5 2.exd5 Dxd5 3. Cc3 Da5 possiamo osservare che in sole tre mosse il Nero a) ha immediatamente portato in gioco un pezzo pesante, b) l'ha posto in posizione attaccabile e c) l'ha mosso più volte: parrebbe un disastro, eppure questa difesa è considerata per il Nero molto valida. Quello che è senz'altro vero è che in assenza di uno studio approfondito, o se ci capita di dover affrontare un'apertura che non conosciamo, seguire queste linee guida potrà evitarci di commettere grossolani errori e dunque di incorrere in quelle che nel famoso libro di Jakov Neistadt vengono definite Catastrofi d'apertura.
Nel visore in basso vengono proposti alcuni semplici esempi di aperture giocate in modo corretto e di errori che sarebbe meglio evitare; nelle prossime pagine saranno analizzate più in dettaglio, per ciascuno dei quattro tipi di gioco, le più comuni aperture; in una futura 'Sezione avanzata' presenteremo invece alcune delle cosiddette "linee minori", ovvero varianti di solito meno giocate perchè indicate dalla teoria come inferiori alle linee principali, che hanno però il pregio di sorprendere spesso e volentieri l'avversario: il tutto sarà curato dal nostro Nicola Zanchetta, forte prima scacchiera dei 'Leoncini del Perezz DLF', al quale potrete rivolgervi per segnalazioni, suggerimenti, richieste, tramite la sezione Contatti.


Bibliografia
IL PRIMO MANUALE DEGLI SCACCHI - vol. 2 Lezioni avanzate
Mikhail Tal - Nikolaj Zhuravlev, Caissa Italia 2014
SCUOLA DI SCACCHI
Pietro Ponzetto, Edizioni Ediscere 2008

Risorse web
Manuale online Qnet - YouTube

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